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Una poesia sul detailing...

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1 Una poesia sul detailing... il Lun 15 Feb 2010 - 13:58

Carlos


Apprendista Detailer
Una poesia sulla cura delle proprie cose:

Scelto un luogo ombreggiato, ma bene illuminato, periodicamente l’automobile, verrà bagnata a più riprese con acqua abbondante, quasi nebulizzata, mai violenta, allo scopo di rimuovere, dopo averli ammorbiditi, i residui della contaminazione mondana. Solo dopo questo contatto idraulico con l’oggetto, si potrà procedere al contatto con una spugna morbida e pulitissima, frequentemente risciacquata in acqua tiepida con poche gocce di sapone neutro, che unisce all’azione di sgrassare il velo dei vapori stradali quella di far galleggiare, per proprietà tensioattiva, i residui granelli abrasivi. Acqua molto schiumosa, per effetto di un sapone di buona marca appositamente formulato. Inutile, dannoso, ogni sfregamento, ogni accanimento. Tracce di catrame, o di grasso, non andranno trattate con la forza, ma con sostanze a base di oli di agrumi. Per le parti meccaniche a vista, se necessario, si adopereranno soluzioni nebulizzate poco aggressive, come l’americano S100, o una soluzione di sapone a base di oli di agrumi, aiutandone l’azione detergente con un pennello morbido privo di collare metallico. Eventuali accumuli di polvere proveniente dalle superfici frenanti, che meglio sarebbe evitare, possono essere rimosse con gli appositi prodotti, i quali, però, sono moderatamente aggressivi, anche nel migliore dei casi. Nessuna azione pulente potrà restituire trasparenza ad un parabrezza rigato od opacizzato. La cura di queste superfici dovrà essere infinitamente delicata. Risciacquo di ogni superficie lavata con abbondante, ma non violenta, acqua tiepida, prima che i liquidi del lavaggio asciughino. A questo scopo è bene procedere al risciacquo per parti, mano a mano che si procede nella pulizia. Asciugatura con panno sintetico scamosciato, già usato in precedenza, più efficace e più scorrevole della tradizionale pelle di daino, o con asciugamani di spugna di cotone bianco, non inamidati. Le parti in gomma saranno periodicamente trattate con glicerina o con prodotti non siliconici nutrienti, quali il Black Again o il Grand One, applicati con cura con una piccola spugna e spazzolati con altra spugna pulita ed asciutta.. Sono personalmente contrario alla lucidatura dei pneumatici, che mi limiterei a spazzolare con acqua e sapone.

Questo è l’azione minima da dedicare alla riappacificazione con la motocicletta o con l’automobile. Nell’impossibilità di eseguirla nella sua completezza, astenersi, perché maggiore sarebbe il rischio di arrecare danno con azioni approssimative.

Se la vernice, lavata e asciugata, dovesse presentare opacità diffuse, si procederà alla lucidatura con prodotti blandamente abrasivi proporzionati alle circostanze e sperimentati su piccole parti, dalle paste abrasive finissime, solo se strettamente necessarie, fino alla lucidatura con gradi progressivi di lucidanti quali quelli offerti dalla Megujar’s.

A conclusione, una leggera mano di cera, non siliconica, restituirà le sostanze oleose della vernice perdute nell’esposizione alle intemperie. Applicazione con tampone di spugna morbida e rimozione con vecchi tessuti di cotone bianco ammorbiditi dall’uso.

Da non trascurare, in qualunque condizione, durante gli intervalli tra le azioni di pulizia, la rimozione immediata dei residui animali e vegetali di qualunque natura che si dovessero depositare sulle superfici. Altamente aggressivi, fino ad incidere in pochissimo tempo la superficie di finitura, possono essere rimossi con una pelle scamosciata sintetica inumidita, da portare sempre con sé. Ancora, non dimenticherei la rimozione degli insetti incuneati tra le alette dei radiatori, con stuzzicadenti di legno e grandissima delicatezza, se necessario, procedendo con mano lievissima al raddrizzamento di quelle piegate.

Cotton fiok e piccole pezze pulite e appena imbevute di solventi a base di oli di agrumi per rimuovere aloni, morchie e concrezioni nei piccoli angoli remoti.

Queste fin qui descritte sono operazioni dovute per rispetto allo strumento che da godimento nella guida e per apprezzarlo in condizioni di piacevolezza e di efficienza. Così accudito, il tempo si depositerà su di esso con azione decisa ma non svilente, e mai ci si dovrà vergognare del suo aspetto, sia pure testimone dell’uso e delle stagioni.

Esiste, come abbiamo visto in precedenza, un’altra disposizione d’animo nei confronti degli oggetti. Una disposizione d’animo che ne apprezza la concezione, l’idea sistemica, le stratificazioni culturali, la gloria sportiva, pur mantenendone viva la funzione primaria, perché, in caso contrario, non di manutenzione si tratterebbe, ma di cura di oggetti museali.

Non c’è un limite, in questo caso, allo splendore, a condizione che si abbia ben chiaro che nessun intervento può accrescere lo splendore originario, ma che, al contrario, ogni intervento può provocarne la rovina. Detto in una sola frase, minore l’intervento, minore il rischio di compromettere lo splendore. Ancora, lo splendore nella sua forma ideale non è ciclico, ma è uno stato, per quanto possibile, costante.

Così l’obbiettivo di questa forma estrema dello splendore è il mantenimento mediante pratiche che riducano la necessità di intervento.

E’ chiaro che questo non è possibile nel caso di uso incondizionato della motocicletta o dell’automobile. La marcia sulla superficie stradale a seguito di una pioggia impedirà, come esempio, un intervento puramente conservativo, richiedendo pratiche di pulizia analoghe a quelle più sopra descritte. Chi mi conosce comprenderà, per questo motivo, la ragione della mia attenzione alle previsioni meteorologiche e alla mia rinuncia all’uso della motocicletta o dell’automobile in caso di minacciate precipitazioni. O la mia abitudine di godere della guida dell’automobile nelle prime ore del mattino dei giorni festivi, che riducono il rischio dell’esposizione alle offese della circolazione stradale. Ma questa concezione non mi impedisce di usare la motocicletta quotidianamente, a condizione di osservare alcune misure semplici ma efficacissime.

Ad ogni ritorno nel garage, pochi minuti dedicati a rimuovere con un getto di aria compressa il pulviscolo accumulato, evitano la necessita di lavare, per lunghi periodi, la motocicletta, riducendo i rischi a questa azione connessi. Le impronte digitali degli entusiasti ammiratori, anche quelle dolcificate dei più giovani, vengono rimosse con una nebulizzazione di un liquido intensificatore di brillantezza, come il Final Inspection #34, immediatamente rimosso con un panno morbidissimo di cotone bianco. Stessa applicazione, di tanto in tanto, sulle altre superfici della motocicletta, rende inutile il ricorso al lavaggio con acqua per mesi e mesi, a condizione di poter operare nella più assoluta certezza di assenza di particelle abrasive.

Vale la pena di soffermarsi su un principio fondamentale del contatto corretto con le superfici lucide. Ogni movimento deve avvenire nella direzione, non necessariamente del verso, del flusso aerodinamico, evitando i movimenti rotatori, che producono quelle formazioni sgradevolissime sotto l’azione della luce, chiamate, dagli anglosassoni, swirls. Le quali, una volta formate, richiedono un’azione paziente e rischiosa di rimozione mediante sostanze non abrasive o parzialmente abrasive a base di sostanze gommose.



Anche un veicolo di dimensioni più ragguardevoli può essere oggetto di una pratica non dissimile nella filosofia generale. Al ritorno dalle esercitazioni mattutine di guida sportiva, la mia automobile viene, se necessario, spolverata con il getto di aria compressa, idealmente divisa in sei settori, ciascuno dei quali viene trattato con spugna morbidissima intrisa d’acqua, asciugato con pelle sintetica scamosciata e, solo se necessario, trattato con una nebulizzazione di liquido intensificatore di brillantezza. Così per i vetri, periodicamente liberati dalle patine stradali con tensioattivi specifici, e per le parti in gomma, periodicamente nutrite con prodotti non siliconici. Il colore nero della mia automobile rende più critica ciascuna delle operazioni di conservazione dello splendore. Per i cerchi, le pinze dei freni e i passaruota, spugnature di acqua e asciugatura con pelle sintetica. Tanto le spugne che la pelle sintetica dedicate a questo scopo non devono essere impiegate su altre parti, considerata l’aggressività delle polveri provenienti dai materiali di attrito.

Procedere in questo modo allontana i rischi di formazione di depositi d’acqua, che non giovano neppure alle lamiere galvanizzate su entrambe le facce della mia automobile.

Una volta all’anno, o quando si rende comunque necessario, la motocicletta o l’automobile vengono lavate, in ambiente ombreggiato e luminoso, con delicatezza, e ponendo cura a non forzare il getto dell’acqua verso parti dalle quali faticherebbe a essere smaltita. Per il lavaggio, in questi casi, ricorro a soluzioni speciali, quali lo Zymol Clear Bathe, particolarmente adatte a preparare le superfici ai passaggi successivi.

Preasciugatura con leggero rivolo d’acqua che facilita l’accorpamento delle gocce d’acqua e il loro scivolamento e asciugatura con panni di spugna di cotone non inamidato, sempre nel verso del flusso aerodinamico. Con un prodotto a base gommosa, quale lo Zymol HD, si rimuove il vecchio strato di cera. A finire un velo di cera a base di Carnauba , in percentuali variabili tra il 27% dello Zymol Carbon wax, fino al 90% e oltre della Zymol Atlantique, dal costo, però, proibitivo e che, per pudore, non riporto. Le cere a base di Carnauba vanno mantenute refrigerate, salvo scaldarle nel palmo della mano al momento dell’applicazione. Applicazione a mano, dopo aver rimosso anelli o altri accessori metallici, o con tampone di spugna, su sezioni isolate del veicolo. Nelle sezioni minute si procederà all’applicazione con il semplice dito. Prima rimozione con movimento lento a cui far seguire una lucidatura manuale veloce, come sempre con panni morbidissimi di cotone bianco, da rivoltare continuamente. Prima di esporre agli agenti atmosferici è bene far trascorrere ventiquattro ore. Eccessi di cera vanno rimossi con spazzolino di crine belga.

Le parti in titanio sono particolarmente critiche, considerata la vocazione al grippaggio di questo materiale che facilita l’aggrappaggio e la formazione di ombre. Panno di cotone intriso di oli di agrumi e strofinatura con panno pulito.

Gli interni in pelle se ben tenuti richiedono solo la frequente pulizia con panno appena inumidito. Evitare i conditioner e nutrire ogni paio d’anni con una crema nutriente quale il Connoly Hide Food. Un potente aspirapolvere libera dalla polvere che inevitabilmente si accumula col tempo.

Per le parti del motore, se pulite costantemente, è sufficiente strofinare con panni puliti e leggermente intrisi, dove necessario, con oli di agrumi.

Tutte queste azioni sono trasferibili alla motocicletta, con gli adattamenti che il buon senso suggerisce. Molti minuti accorgimenti non sono stati qui descritti lasciandoli all’inventiva individuale e all’adattamento alle specifiche circostanze.

Quanto descritto fin qui non sarebbe sufficiente a far sostenere l’esame fastidioso di un giudice di concorso. Smontaggio di ruote, di sedili, sollevamento sul ponte, sarebbero richiesti in questi casi. Io non amo pensare alla motocicletta e all’automobile come ad oggetti invalidi il cui splendore artificiale non resisterebbe ai primi metri di marcia veloce e da queste pratiche mi astengo. Ma resto convinto che il piacere della guida veloce venga amplificato dal mantenimento degli oggetti della mia passione intellettuale alle condizioni originarie di splendore.

Inutile aggiungere che, nel compimento di queste azioni, la mente si trova nello stato descritto dall’intraducibile espressione anglosassone “serendipity”, aperta alla scoperta di cose accidentali e alla serenità appagante dovuta alla contemplazione delle forme.

Sottili complessità albergano dietro la cura materiale delle cose.

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2 Re: Una poesia sul detailing... il Lun 15 Feb 2010 - 14:22

alfetta


Apprendista Detailer
Mega QUOTONE!

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3 Re: Una poesia sul detailing... il Lun 15 Feb 2010 - 16:57

1LIKENO1


Apprendista Detailer
Direi che...M'ILLUMINO D'IMMENSO!!...o sarebbe meglio dire che M'ILLUCIDO D'IMMENSO! affraid lol!

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4 Re: Una poesia sul detailing... il Lun 15 Feb 2010 - 18:49

francesco


Diplomato in Detailing
ottimo! stiamo degenerando... bom sunny sunny sunny sunny

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5 Re: Una poesia sul detailing... il Lun 15 Feb 2010 - 20:24

316ti


Detailer Novello
grande carlos

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6 Re: Una poesia sul detailing... il Lun 15 Feb 2010 - 23:46

Carlos


Apprendista Detailer
Non è farina del mio sacco!! L'avevo salvata sul pc qualche tempo fa e l'ho ritrovata per caso ieri!

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7 Re: Una poesia sul detailing... il Mar 16 Feb 2010 - 10:21

Fausto


Detailer Novello
Si potrebbe portare questo poema a teatro! Very Happy

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8 Re: Una poesia sul detailing... il Mar 16 Feb 2010 - 23:23

kokador


Detailer Novello
serendipity!(3 volte a leggerlo per scriverlo giusto ) Very Happy !
ora so' cosa dire quando mi vedono a lustrare l auto tutto il giorno Smile

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9 Re: Una poesia sul detailing... il Mar 16 Feb 2010 - 23:57

Admin


Admin
grandissimo carlos! che spettacolo!

luca tu mi farai venire un infarto uno di questi giorni!! Very Happy Very Happy Very Happy


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"Frequent car care is easy car care" Barry Meguiar
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10 Re: Una poesia sul detailing... il Mer 17 Feb 2010 - 19:26

kokador


Detailer Novello
Admin ha scritto:grandissimo carlos! che spettacolo!

luca tu mi farai venire un infarto uno di questi giorni!! Very Happy Very Happy Very Happy

Very Happy ed ero pure lo spermatozoo piu veloce,figurati gli altri come stavano messi lol!

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11 Re: Una poesia sul detailing... il Gio 18 Feb 2010 - 0:21

Admin


Admin
ah ah ah ah! grandissimo!


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